La FIOM di Landini ieri è tornata a protestare a Roma contro la Fiat. Si
protesta per l'occupazione e maggiore "democrazia" nel grande gruppo
automobilistico. Intanto, a Pomigliano, Marchionne visita a sopresa i
dipendenti fermandosi a mangiare con loro. Ma Landini pesa la sua forza
di mobilitazione e nel pomeriggio riesce a strappare dal ministro
dell'Economia un mezzo sì a un tavolo delle trattative con Marchionne.
"'Giudico ancora insufficienti gli interventi del governo Letta perche'
capisco che puo' essere utile incentivare le assunzioni, ma il
problema che abbiamo in questa fase e' che le aziende chiudono, fanno
licenziamenti e spostano le loro aziende all'estero", dice il leader
della Fiom. Come pure grande disponibilità l'ha mostrata il presidente
della Camera Boldrini che spiega ''Ringrazio tutti i lavoratori e la
Fiom per aver pensato di includere anche questo incontro alla Camera
nell'iniziativa romana. E' importante che le istituzioni siano vicine al
mondo del lavoro". Marchionne reagisce subito dicendo "Ho avuto modo
di leggere del suo interessamento ai problemi del lavoro in fabbrica,
sia pure nell'ambito di un incontro con un sindacato che in Fiat ha una
rappresentativita' molto limitata e non e' sottoscrittore di alcun
contratto". Ma non è ben chiaro a cosa sia servito questo ennesimo
sciopero e qual era la piattaforma delle rivendicazioni al di là dello
spirito protestatario. Se non appunto quello di fare pressioni su
Governo e mondo politico.
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